La Fase 2 nel mondo intero si apre con una bordata pesante che arriva direttamente da Washington.
A premere il grilletto Mike Pompeo, Segretario di Stato americano che dice seccamente: “Noi sosteniamo dall’inizio che il virus è originato lì. Ora l’intero mondo può vederlo”.
Da Pechino rispondono come più volte in questi mesi hanno già risposto: “un bluff”, replica seccamente la direzione del Partito Comunista cinese.
Ad aggiungere benzina sul fuoco alle ultime prese di posizione della Casa Bianca per bocca di Pompeo, un’agenzia del Global Times nel quale la Cina chiede apertamente che Washington mostri le prove di quello che dice.
Se il virus sia un esperimento di laboratorio sfuggito ai ricercatori o, piuttosto, la sua origine provenga da un animale, non cambia la sostanza di quello che è accaduto.
Cambia, invece, il rapporto tra le due superpotenze, e questo Mike Pompeo lo sa benissimo. Il Segretario di Stato USA, che vanta origini abruzzesi, ha schierato quindi i suoi pezzi da novanta.
Un rapporto stilato dalle intelligence di cinque Paesi, Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Nuova Zelanda e Australia, nel quale gli 007 di fatto dicono però quello che già si conosce da mesi.
Ovvero che le Autorità cinesi avrebbero minimizzato il pericolo del Covid, negandone la gravità già dal mese di dicembre.
E, bluffando, in sostanza sulla portata del possibile contagio. Cosa che poi, purtroppo è avvenuta, con tutte le drammatiche conseguenze che conosciamo.
L’obiettivo di Mike Pompeo è quindi molto chiaro. Mettere sul banco degli imputati la Cina, naturalmente.
E pensare così ad una serie di misure economiche in grado di riversare una parte dei costi economici sul colosso di Pechino.
Non dobbiamo dimenticare infatti quanto la Cina sia importante per l’economia americana.
Non solo possiede una fetta fondamentale del debito pubblico americano, cioè compra i titoli di Stato americani, finanziando di fatto l’America.
Ma, è diventata in questi ultimi anni, una potenza con mire espansionistiche che gli Stati Uniti faticano a contenere.
E così, nell’anno che vedrà in America il rinnovo della carica di Presidente, Mike Pompeo ha individuato molto bene il nemico sul quale puntare la campagna per la rielezione di Donald Trump.
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This post was last modified on 4 Maggio 2020 18:50
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